EDIT Torino e la buona pizza di Renato Bosco

Sono finiti i tempi in cui Torino era vista come una città triste e fredda, vecchia e grigia. Oggi il capoluogo sabaudo sta vivendo un momento di grande fermento soprattutto nel mondo dell’enogastronomia.

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Torino è città post industriale che ha saputo reinventarsi e riqualificare molti spazi urbani come quello dove ha sede EDIT, acronimo di Eat Drink
Innovate Together, nuovo punto di riferimento innovativo nel
panorama gastronomico nazionale.

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Ideato da Marco Brignone, imprenditore torinese proveniente dal mondo bancario, EDIT è nato all’insegna della condivisione prima di tutto degli spazi ma anche degli strumenti di produzione, delle materie prime e delle cucine (a parte il ristorante ovviamente).

 

Disposto su due piani per una superficie complessiva di 2400 mq, aperto al pubblico 7 giorni su 7 dalle ore 9:00 alle 2:00, EDIT ospita diverse proposte, tutte coordinate sotto un’unica gestione, con l’obiettivo di offrire ai clienti un’esperienza nuova ed eccellente nel food: lo chef vegano Pietro Leemann e Renato Bosco danno la propria impronta alla Bakery e al Pub,  i Costardi Bros. curano il ristorante con la loro consueta creatività, i mastri birrai incarneranno al meglio lo spirito di condivisione della Brewery e i Barz8 (locale torinese dove abbiamo presentato il nostro libro ndr) animeranno il Cocktail Bar.

 

D’obbligo assaggiare, come primo test, la pizza di Renato che anche qui propone le sue pizze nelle versioni crunch, doppio crunch, aria di pane e panino al vapore il cui topping è in mano allo chef Samuel che riesce a esaltare i diversi impasti con golose combinazioni vegane e non. Queste alcune prove del prossimo menù e vi assicuro che sono meravigliosamente buone!

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Ottimi anche i fritti, croccanti e delicati, abbinati alle salse fatte in casa.

 

Per una come me che non vive a Torino da molti anni è stata una piacevole sorpresa trovare uno spazio polifunzionale, pop e metropolitano come questo con un offerta gastronomica interessante e molto “libera” dove si può scegliere di essere “attori” e mettersi alla prova nella produzione della birra o in cucina, o semplici “spettatori” e lasciarsi sorprendere dalle
ricette di chef, mastri birrai e bartender professionisti, un posto easy chic dove è facile stare bene e dove spero di tornare presto.

EDIT  – Via Francesco Cigna 96/17 – Torino

Telefono +39 (011) 19329700

http://www.edit-to.com
hello@edit-to.com

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Gran Galà del pizzaiuolo

Ci voleva una festa dopo la riconoscimento Unesco per l’arte del pizzaiulo napoletano come patrimonio immateriale dell’umanità . E così è stato. Lunedì 15 gennaio si è festeggiato al Ristorante della piscina della Mostra d’Oltremare di Napoli, all’insegna dell’allegria ma anche di confronto sulle strategie per il futuro. Il primo Galà del pizzaiuolo – organizzato da Brunella Cimadomo per BC Communication e promosso da Attilio Albachiara, presidente dell’Associazione Mani d’oro è andato oltre i canoni di una serata conviviale grazie ai propositi che tutti gli attori di questo composito mondo hanno avuto modo di esprimere.

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L’amore per la pizza, alimento più diffuso al mondo, è riuscito a mettere insieme associazioni di pizzaiuoli, istituzioni, imprenditori impegnati, ciascuno nel proprio ruolo, a immaginare quale possa essere il futuro del pizzaiuolo.

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Presente anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ha commentato: “Sono orgoglioso. Questa è una vittoria per le associazioni, i cittadini, e non solo per quanti apprezzano l’arte della pizza ma per Napoli. E’ un traguardo che denota un senso di appartenenza perché, grazie a noi napoletani, si parla di tante ricchezze, di competenza, di qualità. Viva Napoli, viva la pizza”.

De Magistris

Il dibattito è ruotato intorno al trinomio arte, mestiere, professione e dove sono stati molti gli spunti di riflessione: aumentare la professionalità dei singoli e valorizzare le produzioni di eccellenza; la pizza deve migliorare fuori Napoli dove devono imparare a lavorare in modo tale da poter offrire alle famiglie la possibilità di mangiare, e bene, la pizza anche 2 o 3 volte la settimana; l’arte del pizzaiuolo deve essere insegnata nelle scuole; la pizza è un elemento significativo della Dieta Mediterranea; la sfida del 2018 sarà di portare a Napoli, a mangiare la vera pizza, il maggior numero di persone da ogni parte del mondo; deve essere riconosciuto al pizzaiuolo la qualifica di maestro artigiano e non di semplice somministratore di cibo; la vera pizza si mangia solo a Napoli.

Speriamo che molti dei buoni propositi vengano realizzati e noi pensiamo, e ribadiamo, che la pizza è soprattutto convivialità, territorio e arte perchè “piace a tutti, ma proprio a tutti, ineluttabilmente

Gino

Gusto Madre festeggia il Natale a Torino

Tre giorni di presentazione alla stampa e una serata per un brindisi augurale prima dell’apertura ufficiale il 19 dicembre a Torino. E’ partita con il botto la pizzeria Gusto Madre di Massimiliano Prete, Fabio Ciriaci e il nuovo socio, nonché responsabile di sala, Massimo Palumbo.

Diciamo che la città aveva bisogno di un locale dove mangiare una buona pizza in centro e quindi non ci stupiscono né le code, né le attese, né il pienone a pranzo e a cena e che questo era un successo preannunciato, vista anche la loro fama nel mondo della ristorazione.

Lo spazio è grande, accogliente, design curato,  colori caldi, grandi vetrate e bellissimi soffitti con mattoni a vista. I tavoli sono ben distanziati tra loro e, malgrado la capacità di contenere 60 persone, non è rumoroso e il servizio è impeccabile.

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Per quanto riguarda la pizza l’offerta è ‘la solita’ del brand Prete: la CLASSICA, con lievito madre vivo, lunghe fermentazioni e farina; la PIZZ’OTTO, servita in otto spicchi, chiamata anche pizza soffice a pasta alta o “nuvola di grano” perché fatta con un impasto soffice che esalta il gusto del grano macinato a pietra; la PALA, la preferita di Enrico Crippa che l’ha definita “Un soffio d’aria”, una pizza lunga circa 50 cm da condividere; la FA CROC® la preferita di Gabriele Bonci per la sua scioglievolezza e affinità con la romana imbottita; la CROCCANTE,  con un alto grado di idratazione a lievitazione mista e una lunga fermentazione in massa e infine la GUSTO AUTENTICO dove l’impasto viene realizzato con l’idrolisi che innesca una fermentazione spontanea senza l’aggiunta di alcun lievito.

Immancabile anche qui, a completare l’offerta, una carta dei vini e delle birre artigianali, premiata nel locale di Alba come migliore dell’anno 2017 secondo il Gambero Rosso.

Questo quello che ha proposto il maestro pizzaiolo per la nostra prima esperienza torinese.

La soffice con crema di broccoli, burrata di Gioia del Colle, tonno affumicato, foglia di cappero di Pantelleria e olio extra vergine d’oliva

anche nella versione vegetariana con burrata, pomodorini confit e olio extra vergine d’oliva al basilico

la croccante con lardo, verdure di stagione, Castelmagno DOP “Alpe Chastlar” in scaglie e in spuma

la fa croc con crema di ceci, nocciole e raschera

la gusto autentico con cime di rapa, fior di latte, salsiccia di Bra, ricotta salata e olio extra vergine al peperoncino

e poi un chicca natalizia, il Pandolce, un panettone salato con burrata di Gioia del Colle, prosciutto Pata Negra 100% bellota e insalata di finocchio con citronella

Questa volta non volevo farmi mancare i dolci di Fabio e quindi sono stata costretta ad assaggiare il tiramisù, ottimo, con biscotto savoiardo aromatizzato al caffè, crema al mascarpone e cuore al cioccolato fondente

e la Passione Caramello con salsa al frutto della passione, bignè al cioccolato fondente, soffice al caramello salato e vaniglia del Madagascar

Non potevamo scegliere meglio per chiudere in bellezza, e bontà, il nostro  il 2017!

Gusto Madre, via Mazzini 31 – Torino

Info & prenotazione tavoli: 393 5490883

 

 

Edizione straordinaria: L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano nella lista UNESCO!

Buone notizie dalla Corea del Sud: Napoli – e i pizzaioli napoletani – ce l’hanno fatta! Ieri il 12° Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, riunito sull’isola di Jeju, ha valutato positivamente la candidatura italiana e ha dichiarato L’Arte del pizzaiuolo napoletano Patrimonio dell’Umanità.
Ci sembra una notizia importante che merita una “edizione straordinaria” a integrare la programmazione canonica del nostro blog!
Di seguito pubblichiamo qualche stralcio del comunicato diffuso dagli organizzatori del Napoli Pizza Village, l’evento partenopeo che ha contribuito con la raccolta firme a rendere possibile questo traguardo. Continua a leggere “Edizione straordinaria: L’Arte del Pizzaiuolo Napoletano nella lista UNESCO!”

Il menù invernale di Berberè a Roma

Anche a Roma è arrivato il freddo. E noi siamo andate da Berberè a provare i nuovi menù, che sono appena stati cambiati.

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In attesa che apra anche in pausa pranzo Matteo è sempre in prima linea, ogni settimana viene nella capitale per verificare, insieme al suo staff, come sta reagendo la città alle loro interessanti proposte culinarie. Eccone alcune, oltre a un paio di antipasti tanto per gradire…

E poi acciughe di Cetara, capperi di Salina, fiordilatte, pomodoro, origano

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Zucca al forno, funghi misti saltatati, taleggio, fiordilatte, prezzemolo

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Barbabietola in crema, porri saltati, olive nere

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Forse siamo un pò in ritardo ma vogliamo comunque segnalare l’evento di stasera: una cena di beneficenza per la raccolta di fondi a favore Amnesty International dove, grazie anche al contributo di Alce Nero, sarà possibile degustare qualche spicchio di pizza e un paio di piatti dello chef  Simone Salvini. Non mancate!

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Il nuovissimo menù di 50 Kalò di Ciro Salvo

Ciro Salvo è da sempre famoso per i suoi impasti. Possiamo dire che è il segreto del suo successo, ma chi eccelle ha il dovere di non sedersi sugli allori e continuare a migliorarsi. E’ quello che fa lui, Ciro, che già da tempo rivolge grande attenzione alla selezione delle materie prime che utilizza per condire le sue famigerate basi.
Nulla è lasciato al caso, tanto meno la scelta dell’olio sulla pizza che potrebbe sembrare una banalità, ma Ciro cerca in questo un’ulteriore svolta. Tre etichette selezionate aggiunte rigorosamente a fine cottura per esaltare il gusto originale dell’olio e sostenere una sana abitudine.

La prima pizza che proviamo è una margherita. Al palato il sapore è intenso, l’olio a crudo spicca regalando nuovi sentori ad un piatto ben conosciuto. L’etichetta scelta da Ciro per questo classico è Itran’s, un extravergine realizzato dalla sola cultivar Itrana della pluripremiata Azienda Agricola Madonna dell’Olivo di Serre (Salerno).

La Pizza e patate è l’unica pizza “cucinata” in carta: una crema di patate con soffritto di sedano, carote, cotiche e croste di Parmigiano proprio come tradizione esige per la pasta e patate napoletana. Vengono poi aggiunti dadini di Parmigiano Reggiano DOP 24 mesi, provola di Agerola, pepe nero e olio extravergine DOP Colline Salernitane del Frantoio Torretta. Voglia di pasta e patate ma voglia anche di pizza? Ecco, passate da 50 Kalò.

Per la Romana a modo mio con pomodorini del piennolo di Casa Marrazzo e un cuore di burrata che stempera alla perfezione il sapore deciso delle pregiate acciughe del Mar Cantabrico, Ciro sceglie l’olio extravergine Algoritmo 2017 dell’Agricola Marsicani DOP Cilento.

Una delle novità in carta è il Ciauscolo, il pregiato insaccato igp Marchigiano dal profumo delicato e aromatico, prodotto da Re Norcino. Ciro se ne appropria l’esclusiva, almeno per ora, come pizzaiolo in campania. La pizza Ciauscolo è con crema di zucca, fior di latte di Agerola, Ciauscolo IGP Re Norcino e provolone del Monaco Dop grattugiato.

Tante nuove pizze in questo menu, non solo creazioni eclettiche, ma anche grandi classici dimenticati, come la Capricciosa Campana con pomodoro pelato biologico di Casa Marrazzo, fior di latte di Agerola, salame irpino, carciofi del Cilento arrostiti, olive nere caiazzane, caciocavallo di latte nobile dell’Appennino Campano grattugiato e olio extravergine DOP Colline Salernitane Torretta aggiunti a fine cottura.

Per le sue selezioni i prodotti di eccellente qualità non sono l’unica variante, dietro il prodotto ci sono le persone e lui ama curare i rapporti personalmente con ogni fornitore, per una questione uman, certo, ma anche per poter fare richieste particolari, esporre le proprie esigenze e ricevere un prodotto ad hoc che renderà unico il suo prodotto finale.

Anche per la carta dei vini Ciro riserva grandi novità. Praticamente raddoppiata in numero di etichette, vanta 67 referenze per bere bene in pizzeria. Sarà possibile scegliere se accompagnare le pizze anche con un solo calice di rosso, rosato, bianco o grandi spumanti e champagne. Per chi ama la classica associazione pizza e birra, nascono due birre prodotte in esclusiva per 50 kalò prodotte dal birrificio Antoniano: la Giusta, una lager e la Rossa, una strong ale.

Tra le pizze fritte una new entry è la Montanara Fritta e al Forno con cuore di burrata e mortadella artigianale Re Norcino che non abbiamo avuto modo di provare, ma qualcosa ci dice che si tratta solo di tempo e quel tempo sarà lo stesso che ci separa dall’assaggiare anche il nuovissimo supplì alla crema di parmigiano, guanciale croccante e provola di Agerola. Qualcosa ci dice che finiremo con la Montanara dolce, altra novità di stagione, con crema di nocciole, fondente o ghianda della storica Fabbrica di cioccolato Gay Odin.

A Milano ha aperto Pizza Gourmand di Gino Sorbillo

Gino Sorbillo triplica a Milano, se escludiamo Zia Esterina che fa solo pizza fritta, Lievito Madre al Duomo e Olio a Crudo. Infatti da qualche settimana Gino ha aperto in pieno centro a pochi passi dalla Galleria Vittorio Emanuele, in via Ugo Foscolo 3, la nuova pizzeria Gino Sorbillo Pizza Gourmand, che, cambia sia nell’ambiente che nella proposta rispetto alle precedenti.

Spazi luminosi divisi su due piani, circa 70/80 posti a sedere e una postazione per preparare la pizza, con il forno, al piano terra che si può vedere, da spettatori in balconata, dal soppalco.

Le pizze, tradizionali napoletane, una decina in tutto, sono regionali e gourmand, che significa ingredienti di qualità combinati tra loro tutti provenienza da un unica regione.

Ma non è questa l’unica novità della pizzeria perchè qui i dischi di pasta vengono cotti nel forno elettrico contravvenendo alla regola per cui la vera pizza napoletana è cotta in quello a legna (anche per ragioni ambientali).

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Noi abbiamo assaggiato la Campania con fior di latte di mucca Jersey dei Monti Lattari, pecorino Bagnolese di Bagnoli Irpino, che gli dà una spinta in più rendendola più gustosa, pomodoro San Marzano DOP, olio Evo biologico e basilico.

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e la Sardegna, piaciona e golosa, con pecorino Tiu Ettori (Latte Nobile di Pecora), Fiore Sardo Dop (formaggio di Pecora), ricotta salata di Oristano di Marcello Cuozzo, mozzarella, olio Evo biologico e basilico

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e una Caprese con focaccia

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e due dolci – Babà e Tronchetto – made nella celebre napoletana Casa Infante

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La pizza al Mercato Mediterraneo

Dal 23 al 26 novembre la Fiera di Roma ospitera’ il Mercato MediterraneoCibi, Culture, Mescolanze, un grande evento dedicato a tutta la filiera agroalimentare, allo sviluppo rurale, alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio di quella parte di mondo che si affaccia sul Mar Mediterraneo abbracciando tre continenti: Europa, Africa e Asia. Non si trattera’ solo di una fiera o di una mostra mercato ma di una bella occasione di scambio e confronto culturale, per imparare qualcosa di nuovo su alcuni dei prodotti e degli alimenti che fanno parte della nostra alimentazion quotidiana: grano, olio extravergine d’oliva ma anche tutto quello che riguarda la Civilta’ del Mare e le possibili Contaminazioni tra culture e sapori diversi. E poi cu saranno La Via del Sale e quella del Couscous, l’area dedicata alla Dieta Mediterranea e quella dell’Etnobotanica e uno spazio riservato alla Pizza Patrimonio Unesco, “una storia di acqua, farina, sale, olio extravergine e pomodoro che diventa identita’ di un popolo”. Continua a leggere “La pizza al Mercato Mediterraneo”

La margherita può essere una pizza gourmet? Se ne parlerà al Excellence 2017 // Food Innovation

Dal 4 al 6 novembre ci sarà a Roma, negli spazi di SET di via Tirso 14, zona Parioli.  “Excellence 2017 // Food Innovation”, una 3 giorni con produttori, imprenditori, chef, esperti del settore e artisti che porteranno sul palco tecniche, innovazioni e sperimentazioni sulle materie prime, cooking show, degustazioni, laboratori, convegni e dibattiti.

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E anche in questa manifestazione la pizza sarà tra i protagonisti: si comincia sabato 4 novembre con due giovani promesse romane:  Pier Daniele Seu e Luca Pezzetta che faranno uno show cooking e proporranno le loro pizze in un incontro con con Birra del Borgo.

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Domenica 5 Novembre alle 16.30, grazie all’azienda agricola Paglione gli chef pizzaioli Giancarlo Casa, Luca Issa e Edoardo Papa presenteranno il workshop “La margherita può essere una pizza gourmet?”.

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Si parla sempre di impasti, ricerca e sperimentazione, farine e miscele di grani antichi, maturazione e lievitazione, lievito di birra e pasta madre, ma non sempre viene valorizzato ciò che sta sopra della pizza. Ed è proprio da questa nuova prospettiva che nasce l’idea del workshop voluto da Agricola Paglione per stimolare una riflessione sugli ingredienti principali della pizza: il pomodoro e l’olio, ingredienti nobili ma spesso sottovalutati, vengono abitualmente usati in modo generico senza specificarne le qualità organolettiche e gustative.

Domenica tra i protagonisti ci sarà anche Nicola Faccilongo, giovane titolare dell’azienda che ha scelto di preservare e recuperare cultivar di olive e varietà di pomodoro autoctone lavorate artigianalmente.

I tre pizzaioli presenti, volti noti sulla piazza capitolina, sono i più alti interpreti di questa nobile filosofia dell’azienda Paglione. Le tre esperienze e i tre locali diversi, per vocazione e collocazione, ognuno con una propria identità, saranno il punto focale di una tavola rotonda sui generis guidata da Fabio Riccio. Non mancate

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SET, Spazio Eventi Tirso, Via Tirso, 14 (zona Parioli) –  Roma
4-5-6 Novembre 2017
Sabato 4/11 dalle 12.00 alle 22.00
Domenica 5/11 dalle 11.00 alle 20.00
Lunedì 6/11 dalle 11.00 alle 18.00
Ingresso: 15€ (valido per l’intera durata dell’evento)

Premio MangiaeBevi, Campionato della pizza e #PizzaUnesco ecco tutti i vincitori!

Ottobre ricchissimo di premi e cotillon per il mondo della pizza e altre eccellenze culinarie.

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di Pizza chef emergente, concorso per il quale Luciana era in giuria, oggi cominciamo con la cerimonia di consegna del Premio MangiaeBevi 2017 -120 nomination suddivise in 24 categorie – tenutasi domenica 8 ottobre al Grand Hotel Parker’s di Napoli.
Gino Sorbillo sale sul podio 3 volte come “miglior pizzaiolo”, come “miglior pizzeria” e per la “miglior comunicazione digitale”.


Femmena e fritta di Teresa Iorio vince come il premio miglior “novità dell’anno” , mentre “il miglior format innovativo” va a O sfizio d’a notizia di Napoli.

Qui il link per conoscere i vincitori delle categorie non inerenti al mondo della pizza.


Il giorno dopo, 9 ottobre, vince il Campionato della pizza 2017 indetto da Dissapore Francesco Martucci della pizzeria I Masanielli di Caserta che ha avuto la meglio su Daniele Ferrara della Pizzeria P di Lissone in provincia di Milano.

Vogliamo citare Francesco, che dopo quest’ennesima proclamazione, gioisce così:

“La pizza è tutta la mia vita.
È l’unica cosa che so fare.
Ho annullato la mia infanzia.
Ho annullato la mia adolescenza.
Non sono andato a scuola.
La pizza mi ha portato all’esasperazione.
Non mi ha fatto dormire la notte.
Mi ha fatto perdere i momenti fondamentali dei miei figli per stare sempre al servizio degli altri.
Per fare sempre meglio.
Quest’anno per me è un sogno:
– 6° come pizzeria nella 50top pizza.
– Miglior pizzaiolo dell’anno (e del mondo).
– Tre spicchi Gambero Rosso.
– Oggi vinco il campionato ITALIANO di DISSAPORE.
Quando dico che io non vivo ma sogno è diverso.
Ho proprio ragione.”



Intanto #pizzaUnesco svela i 10 finalisti del contest ideato e promosso da Mysocialrecipe in collaborazione con Luciano Pignataro WineBlog per sostenere la candidatura Unesco dell’arte del pizzaiolo napoletano come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.

Il contest ha fatto il giro del mondo, le 232 candidature sono giunte da Stati Uniti, Canada, Australia, Cina, Corea, Kenya, Russia, Kuwait, Cile, Argentina, Uruguay, Olanda, Marocco, Colombia, Norvegia, Belgio, Romania, Ungheria, Polonia, Austria, Grecia e ovviamente Italia.

Ben 8 pizzaioli campani raggiungono la finale:
Raffaele Bonetta, con ‘pizza Ottospek’ realizzata con biga e lunga lievitazione;

Salvatore Grasso che rende omaggio alla sua storica pizzeria con ‘pizza 1916’;

Francesco Pone della “Pizzeria 18 Archi” di Pozzuoli con ‘pizza Terra Antica’;
Carlo Sammarco, simbolo della amata quanto odiata pizza canotto con ‘pizza Fior di zucca e alici’;

Giuseppe Vitiello, vincitore del neocampionato europeo ‘Pala d’oro’ per la sezione “pizza napoletana” che partecipa con ‘pizza Doppia’;

Ciro Iovine Napoletano a New York ci prova con la sua ‘pizza Summer’;

Vincenzo Onnembo, pizzaiolo e storyteller felice nella città con il porto più grande d’Europa passa in finale con la ‘pizza del Padron’;

Gennaro Battiloro, anch’egli trapiantato, ma in questo caso in un luogo molto più vicino – per la precisione alla pizzeria “La Kambusa” di Massarosa in provincia di Lucca – si presenta con ‘pizza Sensazioni’;

Unica donna finalista, Giovanna Alberti, italiana d’origine ma la sua pizzeria è dall’altra parte del mondo, ovvero Melbourne, partecipa con ‘pizza Marina’;

Rappresenterà il nord Italia Clemente Valentino di Forlì con ‘pizza Veggie’.

Non dimentichiamo le menzioni assegnate dai partner di Mysocialrecipe:

Menzione La Fiammante per la “Migliore pizza al pomodoro” a Giuseppe Vesi della pizzeria “Pizza Gourmet” (Napoli) per la pizza “Fantasia di colori e sapori”;

Menzione Fic (Federazione Italiana Cuochi) per la “Pizza Chef – Migliore pizza per l’originalità degli ingredienti” a Mauro Autolitano della “Pizzeria Totò e i Sapori” di Acerra (Napoli) per la “Pizza Tiziano bis”;

Menzione Ferrarelle per la “Migliore pizza per l’impasto” a Giuseppe Pignalosa della pizzeria “Le Parùle di Ercolano” (Napoli) per la pizza “La mia Nerano”;

Menzione Slow Food per la “Pizza Slow – Migliore pizza per la territorialità” a Francesco Capece della “Locanda dei Feudi 2.0” di Filetta (Salerno) per la “Marinara dell’alleanza”.

Bisognerà attendere fino al 14 novembre per conoscere il tanto atteso verdetto della commissione presieduta da Enzo Vizzari e composta da Allan Bay, Giorgio Calabrese, Eleonora Cozzella, Fiammetta Fadda e Scott Wiener.

La premiazione si terrà presso Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel in via Carbonara a Napoli. Ci vediamo li!